Di cosa si tratta

L’annegamento è la penetrazione di acqua o di altri liquidi nei polmoni,in misura tale da non permettere la respirazione e quindi la sopravvivenza. Il semi annegamento provoca una grave difficoltà respiratoria, conseguente all’immersione o sommersione in acqua o in altri liquidi.

Cosa Osservare

La fascia di età più colpita è quella che va da 1 a 4 anni. Le cause e le situazioni che aumentano il rischio sono:

  • Annegamentoa mancanza di controllo da parte degli adulti. È importante garantire la sorveglianza costante di un adulto anche in caso di bagno nella vasca o nella piscinetta gonfiabile;
  • la mancanza di recinzioni intorno alle piscine domestiche o di coperture sicure, la mancata rimozione di scale di accesso a piscine non interrate al termine del bagno;
  • in caso di bimbi molto piccoli non si devono mai lasciare incustoditi bacinelle piene di acqua o piccoli stagni domestici. Se il bimbo entra, può scivolare e non riuscire più a mantenere una posizione eretta a causa del peso della testa che porta ad assumere una posizione “a faccia in giù”;
  • i tuffi in acque basse possono favorire traumi cranici e traumi alla colonna vertebrale (insegnare al bimbo a controllare la profondità dell’acqua prima di tuffarsi in mare o in piscina);
  • mai entrare in acqua se non sono passate 4 ore dal pasto o 2 ore dallo spuntino, soprattutto se l’acqua è fredda;
  • fare attenzione agli scherzi dei compagni di gioco perché possono indurre situazioni di pericolo.

Cosa Fare

Portare il bambino fuori dall’acqua, valutare lo stato di coscienza e la respirazione. Se coscienza e respiro sono normali e il bambino riesce a tossire, asciugare il bimbo e coprirlo con un telo asciutto. Se la coscienza è normale o lievemente alterata e il bimbo ha un respiro rumoroso o tosse persistente, chiamare il 112/118; in attesa dei soccorsi mettere il bimbo su un fianco (in posizione di sicurezza), asciugarlo e coprirlo con telo asciutto.

Se il bimbo non risponde a stimoli e non respira iniziare immediatamente le manovre rianimatorie in attesa dell’arrivo dei soccorsi.

Cosa Non Fare

  • Non lasciare mai soli i bambini vicino a luoghi potenzialmente pericolosi. 
  • Fare attenzione alla dinamica della caduta in acqua perché il bambino potrebbe avere riportato traumatismi cranici o vertebrali.
  • Non premere sullo stomaco perché si potrebbe provocare vomito, con pericolo di ingestione e soffocamento.

Quando Chiamare i Soccorsi

Contattare i soccorsi quando il piccolo non risponde in modo adeguato o presenta difficoltà respiratoria.

Bibliografia/Sitografia

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