Che cosa sono le funzioni vitali

Le funzioni sono le capacità con cui un organismo svolge le numerose e complesse attività richieste dalla vita quotidiana: muoversi, respirare, parlare, mangiare, giocare, guardare, ascoltare, ridere o piangere, ecc. 

Tra queste funzioni, tre sono fondamentali per la sopravvivenza dell’organismo e vengono perciò chiamate Funzioni Vitali:

  1. la Funzione Respiratoria
  2. la Funzione Cardiocircolatoria
  3. lo Stato di Coscienza

Dato che la cessazione di una o più di queste funzioni conduce rapidamente alla morte, esse devono essere immediatamente salvaguardate dai primi soccorritori che intervengono nelle diverse situazioni di emergenza. 

In questi casi la cosa più difficile è mantenere la calma e la lucidità per mettere in atto le azioni più appropriate, che possono spesso evitare conseguenze gravissime o fatali per l’assistito. Al fine di acquisire padronanza degli argomenti trattati, l’attenta lettura di questa scheda deve essere associata alla visione di video e, possibilmente, ad esercitazioni nell’ambito di corsi gestiti da istruttori qualificati.

Cosa Osservare

RESPIRO

È una funzione vitale che avviene attraverso gli atti respiratori, ciascuno dei quali si compone di una inspirazione (immissione di aria nei polmoni) e una espirazione (emissione di aria all’esterno). Gli atti respiratori si susseguono regolarmente, uno dopo l’altro. Normalmente la persona adulta, a riposo, respira 16 – 18 volte al minuto; la frequenza respiratoria è invece più elevata nei bambini (25 respiri/minuto) e nei lattanti (40 respiri/minuto).

Il soccorritore può controllare il respiro di una persona osservando le espansioni del torace, ascoltando gli eventuali rumori respiratori e/o sentendo sulla propria pelle (della guancia o di una mano, poste davanti al naso e alla bocca del bambino) il movimento dell’aria respirata; così facendo può misurare la frequenza respiratoria, cioè quanti atti respiratori avvengono in un minuto, e verificare la regolarità o l’irregolarità del respiro, oltre che ascoltare gli eventuali rumori respiratori. 

Le alterazioni del respiro 

In molte emergenze è possibile riscontrare un’alterazione del respiro.

Possiamo rilevare:

  1. un respiro accelerato (tachipnea) con un numero di atti respiratori più alto del normale;
  2. un respiro rallentato (bradipnea) con una frequenza diminuita;
  3. un respiro irregolare (respiro periodico), quando gli atti respiratori non si succedono regolarmente, ma sono continuamente interrotti da pause più o meno lunghe;
  4. un respiro rumoroso per ostacoli al passaggio dell’aria o per presenza di liquidi nelle vie respiratorie;
  5. l’assenza del respiro, cioè un arresto respiratorio.

BATTITO CARDIACO (polso)

Il cuore agisce come una pompa che riceve e immette sangue nei vasi sanguigni, contraendosi ritmicamente in modo automatico, senza il controllo della volontà.

Manichino - battitoTali contrazioni vengono chiamate battiti cardiaci e, in condizioni normali, la loro frequenza aumenta in relazione alla maggiore necessità di ossigeno a livello muscolare, oppure diminuisce nell’organismo in stato di riposo. I battiti cardiaci nell’adulto a riposo, possono avere una frequenza compresa tra le 60 e le 100 volte al minuto. Nel bambino questa frequenza è più elevata, fino ad arrivare, nel neonato, a 120 – 150 battiti al minuto.

In alcuni punti del corpo le arterie scorrono passando sopra un osso o un muscolo e poco al di sotto della pelle. In questi punti, appoggiando i polpastrelli delle dita, l’arteria viene compressa sul piano rigido sottostante e si possono facilmente percepire al tatto le ripetute spinte che ogni contrazione cardiaca imprime nel sangue contenuto nelle arterie stesse; tali spinte si dicono polsi. Normalmente ad ogni contrazione del cuore corrisponde un battito del polso.

Il più noto punto di rilevazione è il polso radiale, che si percepisce alla base della mano, dal lato del pollice; in condizioni normali è il più usato per valutare l’attività cardiocircolatoria ma, trattandosi di un polso periferico può non essere rilevabile in caso di abbassamento della pressione o di shock. Nelle situazioni di emergenza va pertanto privilegiato il rilevamento del polso carotideo, che si percepisce ponendo due dita trasverse (indice e medio) sotto l’angolo della mandibola, oppure il polso brachiale, che si rileva nella parte interna del braccio, a metà tra il gomito e l’ascella.

Le alterazioni del battito cardiaco

  1. Il polso rallentato (bradicardia), quando la frequenza è inferiore ai 60 battiti/minuto.
  2. Il polso accelerato (tachicardia), con una frequenza superiore a quella fisiologica (che varia in base all’età).
  3. Il polso irregolare (aritmia), quando i battiti non si succedono regolarmente uno dopo l’altro, ma sono più o meno frequentemente interrotti da pause.
  4. L’assenza del polso, in particolare, può essere assente il polso radiale ma presente quello carotideo, o possono mancare entrambi.

STATO DI COSCIENZA

La coscienza è la condizione che ci consente di reagire prontamente agli stimoli, sia interni, sia esterni, dimostrando con il comportamento e con il linguaggio (verbale e non verbale) di avere consapevolezza di noi stessi e dell’ambiente circostante.

Quando la persona perde coscienza, non è più in grado di provvedere ai propri bisogni, né di difendersi dai pericoli. In condizioni normali la coscienza è presente durante la veglia e cessa durante il sonno; il soggetto addormentato può però essere facilmente risvegliato in qualsiasi momento da stimoli adeguati.

Le alterazioni dello stato di coscienza 

In varie condizioni di progressiva sofferenza cerebrale la coscienza può essere:

  1. ridotta (obnubilamento): il bambino si mostra più o meno rallentato e intontito, ma è in grado di reagire agli stimoli e, se più grande, di rispondere alle domande, anche se in modo succinto o confuso, di eseguire ordini semplici, come aprire gli occhi, mostrare la lingua, stringere la mano;
  2. assente (coma): il bambino non risponde, non esegue gli ordini e non può essere risvegliato nemmeno da stimolazioni intense; per gradi estremi di sofferenza cerebrale il coma culmina nell’arresto respiratorio. 

Queste alterazioni della coscienza, in relazione alla causa che le ha provocate, possono manifestarsi gradualmente o all’improvviso e possono essere di durata breve oppure protrarsi a lungo.

Cosa Fare

Gli interventi variano in base all’età del bambino (infante, fino ad un anno, bambino, da una anno alla pubertà). Le alterazioni delle funzioni vitali richiedono, in ogni caso, una valutazione molto attenta e, se possibile, una tempestiva segnalazione ai sanitari per attivare l’intervento di soccorritori esperti.

In molti casi, la prevenzione dei danni più gravi o la sopravvivenza sono dovute alla corretta e tempestiva sequenza di azioni che costituiscono la “catena della sopravvivenza”.

In una catena è importante che tutti gli anelli che la costituiscono siano ben solidi. E sufficiente che un anello sia debole e la catena è destinata a spezzarsi proprio in corrispondenza di questo anello. Quali sono gli anelli costitutivi di questa catena? 

Allarme Precoce – Rianimazione precoce – Defibrillazione precoce – Supporto avanzato precoce – Ospedalizzazione precoce.

Funzioni vitali

A questo si deve aggiungere il tempestivo riconoscimento di una ostruzione parziale o totale delle vie respiratorie, con il relativo trattamento.

I primi due anelli devono essere garantiti da chi per primo rileva la situazione di emergenza; gli altri vengono gestiti dai soccorritori esperti. Un fattore che normalmente non è raffigurato nella catena della sopravvivenza, ma che la precede per importanza e utilità, è costituito dalla prevenzione (uso del seggiolino in auto, non lasciare oggetti, sostanze o strumenti potenzialmente pericolosi alla portata del bambino, isolare quelle strutture che potrebbero divenire rischiose, vigilare sempre mentre gioca, ecc), in quanto impedisce il verificarsi di molte situazioni di emergenza.

Al riconoscimento di una condizione di arresto delle funzioni vitali il primo anello è costituito dall’allarme precoce. Solo garantendo l’intervento di un mezzo di soccorso avanzato (ambulanza, auto medicalizzata, elisoccorso) si potranno completare con successo le manovre, tempestivamente e correttamente eseguite sul posto dai primi soccorritori. Nel caso siano presenti due soccorritori, il secondo soccorritore chiama gli aiuti tramite la Centrale Operativa che coordina i soccorsi (112/118), mentre il primo inizia le manovre di soccorso.

Il secondo anello è costituito dalle manovre di Rianimazione Cardiopolmonare: generalmente l’arresto respiratorio precede di pochissimo l’arresto cardiaco, e prevenire l’arresto cardiaco aumenta notevolmente le possibilità di sopravvivenza del piccolo.

SEQUENZA DELLE MANOVRE DI RIANIMAZIONE

  1. Valutazione del rischio ambientaleIl primo obbligo per un soccorritore è quello di tutelare se stesso. Solo se si è perfettamente efficienti, si può gestire un soccorso adeguato. Pertanto se l’ambiente in cui ci si trova non è sicuro, è necessario rimuovere i fattori di insicurezza oppure trasportare il piccolo in un contesto privo di rischi.
  2. Manichino

    Valutazione stato di coscienza

    Valutazione dello stato di coscienzaLo stato di coscienza e la reattività del bambino si stabiliscono chiamandolo ad alta voce e, in caso di mancata reazione, con un leggero stimolo, ad esempio scuotendolo gentilmente.
    • Chiamare il bambino ad alta voce (stimolo verbale).
    • Scuotere gentilmente il bambino (movimenti bruschi e scuotimenti violenti sono da evitare).Se il bambino non risponde e non reagisce è incosciente. Durante la valutazione dello stato di coscienza, si valuta il respiro con un’osservazione attenta e precisa del torace, alla ricerca di assenza di respiro o di un respiro non normale. L’assenza di coscienza e/o di respiro deve indurci a:
  3. Chiedere aiuto
    • Se siamo due soccorritori uno chiede aiuto (112/118, per far intervenire un mezzo di soccorso avanzato) e l’altro intraprende le manovre di soccorso.
    • Se siamo soli contattiamo il 118/112 e successivamente iniziamo le manovre di rianimazione.
  4. Manichino

    Posizionare il bambino

    Posizionare il bambino
    • Mettere il bambino su di un piano rigido.
    • Allineare gli arti lungo il tronco e scoprire il torace e l’addome.
    • Se vi è il dubbio che il bambino abbia avuto un trauma, “proteggere” l’asse testa – collo – tronco, cercando di mantenerli allineati e ridurre il più possibile i movimenti.
  5. Iniziare le compressioni toraciche esterne (massaggio cardiaco esterno) che, per essere efficaci, devono abbassare lo sterno di circa 4 centimetri nell’infante e di 5 centimetri nel bambino.

TECNICHE DEL MASSAGGIO CARDIACO

Ricerca del punto di compressione 

La sede corretta corrisponde alla metà inferiore dello sterno (centro del torace). È consigliato trovare l’angolo d’incontro dell’arcata costale con lo sterno e comprimerlo circa 1 – 2 cm al di sopra di questo punto. Il bambino deve essere supino (sdraiato sulla schiena) disteso su una superficie rigida.

INFANTE

Manichino

INFANTE – tecnica a due mani

Tecnica a due mani

Porre i due pollici uno accanto all’altro sulla metà inferiore dello sterno; abbracciare con le dita di entrambe le mani il torace fino alla colonna vertebrale. Comprimere lo sterno con i pollici utilizzando la forza delle dita.

Manichino

INFANTE – tecnica a due dita

Tecnica a due dita

Porre il medio e l’anulare sulla metà inferiore dello sterno. Comprimere lo sterno con l’indice ed il medio utilizzando la forza del braccio. Ricorda: La compressione, affinché sia efficace, deve far abbassare lo sterno di circa 4 centimetri

BAMBINO

Individuata la metà inferiore dello sterno, con un solo braccio esteso perpendicolarmente allo sterno effettueremo le compressioni (se il bambino è di corporatura più grande si useranno le due braccia estese, con le mani sovrapposte alla metà inferiore dello sterno, le dita intrecciate e sollevate dal torace). 

Quante compressioni si devono esercitare in un minuto?

  • Nell’infante circa 120 al minuto.
  • Nel bambino 100 al minuto.

Dopo ogni compressione il torace deve essere libero di ri-espandersi, ma le mani devono essere mantenute in posizione per la successiva compressione. Se la valutazione iniziale ha confermato l’assenza o l’inefficacia del respiro bisogna iniziare a sostenere anche l’attività respiratoria.

Come si effettuano le ventilazioni senza mezzi aggiuntivi?

  • Nell’infante tecnica bocca a bocca-naso: previo posizionamento del capo in modica estensione, per ottenere l’apertura delle vie respiratorie, con la propria bocca si coprono contemporaneamente la bocca e il naso del piccolo e si insuffla lentamente una piccola quantità di aria (spesso è sufficiente quella contenuta nelle nostre guance) fino a vedere che il torace si espande. 
  • Nel bambino bocca a bocca: anche in questo caso, previa estensione del capo per aprire le vie aeree, si chiude il naso tra due dita e si circonda la bocca del piccolo con la nostra bocca, insufflando lentamente una quantità di aria tale da far sollevare il torace. 

Come posso capire se non ventilo bene e l’aria finisce nello stomaco?Se ventilo troppo velocemente, o con troppa energia l’aria finisce nello stomaco e il torace si solleva poco o non si solleva, mentre si solleva l’addome. La distensione dello stomaco dovuta all’aria espone al rischio di rigurgito/vomito con possibile passaggio del materiale rigurgitato nei polmoni del piccolo.

Quante ventilazioni si devono effettuare in un minuto?

Circa 15-20, della durata di circa 1-5 secondi tra insufflazione ed espirazione; tra una ventilazione e l’altra proseguire il massaggio cardiaco esterno, alternando 2 insufflazioni ogni 15 compressioni toraciche. 

Se compaiano segni vitali (tosse, movimento, ripresa della coscienza) si sospendono le compressioni toraciche e si valuta se è presente attività respiratoria, in una sorta di percorso all’inverso della valutazione iniziale.

Se è presente anche attività cardiaca si posiziona il bimbo nella posizione laterale di sicurezza:

  • Mi posiziono in ginocchio, a livello del torace del bimbo, estendo il suo braccio vicino al mio lato in modo che sia perpendicolare alla spalla 
  • Afferro la gamba del piccolo opposta al mio lato e fletto la coscia sul bacino e la gamba sulla coscia 
  • Prendo con la mia mano il ginocchio flesso del bambino e con l’altra mano la sua spalla lontana da me, e lo “tiro” verso di me: il bambino ruoterà sul fianco e non potrà ruotare ulteriormente in quanto il suo ginocchio farà da puntello 
  • La mano del piccolo che viene a trovarsi in posizione superiore sarà posizionata sotto la faccia. In questo modo la respirazione sarà facilitata e si ridurrà il rischio di soffocamento in caso di vomito.

Cosa Fare in caso di Ostruzione delle Vie Aeree

Nei bambini, in particolare tra i 6 mesi e i 2 anni, può verificarsi l’ostruzione del passaggio dell’aria verso i polmoni per la presenza di corpi estranei, solitamente rappresentati da piccoli oggetti o da materiale alimentare, come una nocciolina o una caramella.

L’ostruzione delle vie aeree può essere parziale o totale.

Se è parziale il bambino tossisce, si lamenta, presenta un respiro rumoroso, quasi stridente, è agitato, riesce a parlare a fatica, è spaventato. In questa situazione non dobbiamo fare niente altro che incoraggiare il bambino a tossire, e se l’ostruzione persiste attivare il 112/118 o trasportare il bambino in Pronto Soccorso.

L’ostruzione completa delle vie aeree è un’evenienza drammatica, improvvisa e inaspettata: il bambino non piange, non parla, non tossisce, è agitato, se grandicello porta le mani alla gola, in un gesto che universalmente è riconosciuto come segno di soffocamento; il colorito della pelle da roseo diventa bluastro e, in pochi secondi, il bimbo perde conoscenza. 

Cosa fare

Se è presente qualcun altro, far chiamare immediatamente il 118/112 e iniziare subito le manovre di seguito indicate. 

Se siamo soli iniziare le manovre per circa un minuto e poi attivare il sistema di emergenza, questo perché se nel primo minuto si riesce a disostruire le vie aeree il problema è risolto. 

La sequenza delle azioni per cercare di disostruire le vie aeree varia a seconda che si tratti di un lattante, un bambino piccolo o un bambino grande. Per il bambino grande > 30 kg si usa la sequenza dell’adulto, per il lattante (8-10 kg) e il bambino piccolo (10-30 kg) si usano le sequenze descritte di seguito. 

Tutte le manovre di disostruzione hanno lo scopo di aumentare bruscamente la pressione all’interno del torace, in modo da creare una sorta di “tosse artificiale”.

LATTANTE con ostruzione grave 

Per cercare di disostruire le vie aeree di un lattante abbiamo due metodiche: 

  • i “colpi interscapolari”
  • le compressioni toraciche

Manichino

LATTANTE – colpi interscapolari

Se il lattante, più frequentemente mentre sta mangiando, diventa improvvisamente cianotico, non piange e non respira dovremo sederci e posizionarlo a pancia in giù sul nostro avambraccio, con gli arti inferiori uno all’interno e l’altro all’esterno del nostro gomito, collo e testa sorretti dalla nostra mano. Il nostro avambraccio è appoggiato sulla nostra coscia, in modo che il capo del bimbo si trovi in posizione più bassa. La mano libera colpisce con forza adeguata (varia da bambino a bambino) il bambino sulla schiena, nella zona compresa tra le due scapole con direzione obliqua verso la spalla più lontana incrociando l’arto che sorregge il bambino. 

Il colpo va dato obliquamente per evitare di colpire accidentalmente la nuca. Vanno dati 5 (cinque) colpi interscapolari, poi si ruota di 180° il lattante che si ritroverà supino, a pancia in su, appoggiato sull’altra coscia con la testa più in basso rispetto al corpo. A questo punto appoggeremo medio e indice sullo sterno esattamente come per il massaggio cardiaco ed effettueremo 5 compressioni intervallate da 3 secondi. Si ripete la sequenza delle manovre fino alla rimozione del corpo estraneo o fino a quando il bambino perde coscienza.

Quando il lattante perde coscienza:

  1. Manichino

    LATTANTE – compressioni toraciche

    lo si posiziona su piano rigido;
  2. si iniziano le compressioni toraciche esterne, come per la rianimazione cardiopolmonare; 
  3. si posiziona uno spessore sotto le spalle per mantenere la testa in posizione neutra ed evitare che la lingua ostruisca il passaggio dell’aria;
  4. si alternano 15 compressioni ogni 2 ventilazioni (o tentativi di ventilazione);
  5. periodicamente si apre la bocca per ispezionarne l’interno ed eventualmente rimuovere il corpo estraneo;
  6. se la situazione non si risolve tornare al punto 1.

BAMBINO con ostruzione grave

Colpi interscapolari

Tecnica:

  1. Manichino

    BAMBINO – colpi interscapolari

    mettersi alle spalle del bambino;
  2. sorreggere con una mano il torace del bambino;
  3. con l’altra mano assestare 5 vigorosi colpi sulla schiena nella zona compresa tra le due scapole in direzione obliqua (verso una spalla) per evitare di colpire accidentalmente la nuca;
  4. Manichino

    BAMBINO – manovra di Heimlich

    dopo i cinque colpi abbracciare il bambino da dietro, porre il proprio pugno con il pollice rivolto all’interno sull’addome del bambino tra ombelico e sterno, afferrare con l’altra mano il pugno e imprimere cinque compressioni verso noi stessi e verso l’alto, in modo da spingere il muscolo diaframma verso l’alto e aumentare così la pressione all’interno del torace (tosse artificiale). Tale manovra è chiamata “manovra di Heimlich”, dal nome del medico tedesco che l’ha inventata;
  5. ripetere la sequenza, alternando 5 colpi interscapolari e cinque compressioni addominali.

Se il bambino perde conoscenza, si deve ricorrere alle compressioni toraciche esterne secondo le modalità previste dalla rianimazione cardiopolmonare per la sua fascia di età.

Bibliografia/Sitografia

  • Aggiornamento ILCOR 2010 – AREU Regione Lombardia
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