Che cosa sono i farmaci

Il farmaco (o medicinale) è una sostanza, o un’associazione di sostanze, impiegata per curare o prevenire le malattie. È composto da una sostanza chiamata principio attivo, da cui dipende l’azione curativa vera e propria, e da uno o più “materiali” privi di ogni capacità terapeutica, chiamati eccipienti, che possono avere la funzione di proteggere il principio attivo da altre sostanze chimiche (per esempio succhi gastrici), facilitarne l’assorbimento da parte dell’organismo, oppure mascherare eventuali odori o sapori sgradevoli del farmaco stesso.

Li troviamo in commercio in varie forme: aerosol, capsule, colliri, compresse, fiale, gocce, pomate, unguenti, creme, gel, paste, sciroppi, sospensioni, supposte. 

La somministrazione per bocca è la più frequente e preferibile con i bambini.

Cosa Fare

Prima della somministrazione

  • Prima di somministrare qualunque tipo di medicinale, è necessario consultare il pediatra, anche se si tratta di un farmaco da banco che non richiede prescrizione. Molte delle malattie dei bambini guariscono spontaneamente senza bisogno di medicinali, ed è importante ricordare che i bambini rispondono ai farmaci in modi differenti dagli adulti sia rispetto alle conseguenze (effetti collaterali) sia al loro assorbimento o eliminazione. 
  • Tutti i farmaci devono essere conservati secondo le indicazioni riportate sulla confezione e utilizzati dopo aver letto attentamente il foglietto illustrativo, seguendo le indicazioni date dal pediatra per quanto riguarda dosaggio e durata della terapia.
  • Se il bambino sta già prendendo altri farmaci è necessario verificare, a cura del pediatra o del medico che prescrive la terapia, che non ci siano interazioni con il nuovo farmaco. Per questo motivo ricordarsi sempre di segnalare al pediatra eventuali terapie già in corso, anche se si tratta di farmaci da banco o integratori.
  • Prima di ogni somministrazione controllare:
    • che sia il farmaco giusto (spesso nelle case ci sono diversi farmaci e l’errore è sempre in agguato);
    • il dosaggio, riguardando in caso di dubbi la prescrizione del pediatra o chiedendo al farmacista; 
    • la data di scadenza.
  • La modalità e i tempi di somministrazione (durante o lontano dai pasti, ad orari precisi, …). Se si tratta di compresse o di capsule che il bambino ha difficoltà a deglutire e si pensa di facilitare l’assunzione sciogliendo il farmaco in un liquido o frantumandolo, verificare sempre con il pediatra o con il farmacista che questa operazione sia possibile e non comprometta l’efficacia del medicinale.
  • La maggior parte dei farmaci è già pronta per l’uso, solo alcuni vanno preparati al momento dell’uso (in genere si tratta di antibiotici). Se il medicinale si presenta in polvere e deve essere diluito, va aggiunta una precisa quantità d’acqua con un apposito misurino o fino al livello indicato sul flacone. Prima di ogni somministrazione è necessario ricordarsi di agitare per alcuni secondi il flacone in modo da mescolare bene il farmaco. Verificare anche la temperatura di conservazione (una volta diluiti alcuni antibiotici vanno conservati in frigorifero).

Durante la somministrazione

  • Informare sempre il bambino, anche se piccolo e se sembra che non sia in grado di comprendere, della necessità di assumere il farmaco e delle modalità di somministrazione. 
  • Mettere il bambino nella posizione adatta (seduto, in piedi o disteso) e tranquillizzarlo.
  • Somministrare il farmaco per bocca con tranquillità, senza modi bruschi per evitare che vada di traverso o che provochi la tosse. Per somministrare i liquidi ai neonati si può utilizzare il cucchiaino dosatore contenuto nella confezione oppure una siringa (senza ago) da posizionare a lato della lingua rilasciando lentamente il contenuto man mano che il bambino deglutisce. Se subito dopo il bambino vomita o sputa la medicina, somministrare nuovamente la quantità rigettata, mentre se vomita dopo mezz’ora dalla somministrazione, non è necessario ripetere la dose. 
  • Utilizzare, quando disponibile, il dosatore presente nella confezione (misurino, siringa). Fare attenzione alle differenti dimensioni dei cucchiai usati a casa per dare gli sciroppi perché sono risultati essere la causa di gravi forme di sovradosaggio ad esempio da paracetamolo.
  • I preparati in forma liquida a volte hanno un sapore sgradevole. Si consiglia di tenere vicino un cibo o una bevanda gradita al bambino, da proporre immediatamente dopo la somministrazione del farmaco. Si consiglia di non nascondere il farmaco all’interno del cibo che il bambino assume di frequente, come il latte o gli omogeneizzati, perché potrebbe portare ad un rifiuto di quel cibo in futuro.
  • Le “iniezioni” vengono utilizzate solo quando il farmaco non può essere somministrato in altro modo dato che questa modalità di somministrazione reca dolore e può essere vissuta come una esperienze traumatica: i bambini più piccoli possono infatti interpretare l’iniezione come una punizione.
  • Non lasciare il farmaco incustodito a portata del bambino.

Dopo la somministrazione

  • Controllare il bambino per almeno 15 minuti, per rilevare eventuali effetti collaterali non desiderati.
  • Chiamare il pediatra se il bambino dovesse avere mal di pancia, vomito, diarrea, macchie sulla pelle, se è particolarmente irrequieto o al contrario se ha molto sonno.
  • È importante tenere un diario dei farmaci assunti dal bambino e comunicaresempre al pediatra tutti i farmaci (anche quelli da banco)che sta assumendo o che gli sono stati somministrati dall’ultima visitae le eventuali reazioni allergiche. 

Alcuni consigliIn molti casi somministrare farmaci ai bambini non comporta problemi, in particolare se il farmaco va preso per bocca ed ha un sapore gradevole.

In alcune situazioni sono richieste invece pazienza, fermezza e un po’ di fantasia.

Alcuni consigli in tali circostanze possono essere utili:

  • spiegare al bambino a cosa serve la medicina, come verrà somministrata e ciò che vedrà e sentirà (odore, sapore, sensazione);
  • sottolineare gli aspetti che richiedono la collaborazione del bambino come ad esempio rimanere fermo sdraiato; dire al bambinoche può piangere, urlare, o utilizzare altri modi per esprimere verbalmente il suo disagio, soprattutto nel caso di iniezioni.

Ricordare che, nel suo sviluppo, il bambino attraversa una fase di negazione:

  • aspettarsi che ci siano delle resistenze
  • il bambino può cercare di scappare. In questi casi:
    • usare un approccio fermo e diretto
    • ignorare i capricci 
    • usare tecniche di distrazione 
    • contenere in modo adeguato se è indispensabile.

Il bambino piccolo ha un linguaggio limitato:

  • usare vocaboli semplici che il bambino conosce
  • chiedere al bambino di fare una cosa alla volta (prima di sedersi e poi di prendere il cucchiaio).

Il bambino ha una limitata concezione del tempo:

  • preparare il bambino subito prima della somministrazione
  • spiegare brevemente cosa stiamo facendo
  • tenere a disposizione il materiale in quantità doppia
  • dire al bambino quando è finita la somministrazione.

Il bambino attraversa una fase di ricerca dell’indipendenza:

  • dare al bambino la possibilità di scelta, ma aspettarsi delle resistenze o dei rifiuti;
  • permettergli di partecipare attivamente il più possibile, per esempio facendolo bere da solo dal bicchiere.

Cosa Non Fare

Non somministrare una medicina se non si è certi di avere ben compreso:

  • il tipo di medicina
  • in che modo va somministrata (per bocca, aerosol, intramuscolo…)
  • la quantità da somministrare
  • quante volte al giorno o a quante ore di distanza deve essere somministrata.

Quando Chiamare i Soccorsi

In caso di reazioni avverse che compromettono le funzioni vitali (vedere La compromissione delle funzioni vitali).

Quando Rivolgersi al Pediatra di Famiglia o alla Guardia Medica

Nel caso in cui compaiano reazioni avverse al farmaco che non necessitano di interventi urgenti (per esempio nausea, eritemi alla pelle). 

Quando, per motivi diversi, non si riesce a somministrare la terapia al bambino.

Note

Quando abbiamo a che fare con le medicine, è bene ricordare sempre che la parola farmaco deriva dal greco pharmakon, che vuol dire veleno.

Bibliografia/Sitografia

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