Di cosa si tratta

Normalmente si beve spinti dallo stimolo della sete. In alcune situazioni si innalza il consumo di acqua per esempio per l’alta temperatura ambientale, per attività fisica o per alcune condizioni che fanno perdere liquidi, come la febbre, il vomito e la diarrea: in questi casi l’organismo elimina più acqua di quanta ne viene introdotta e incomincia a funzionare male. Questa condizione viene definita disidratazione.

Bambini e acqua (da bere): un rapporto non sempre facile, perché i piccoli spesso non sentono la sete, o perché i genitori non si pongonotroppo il problema. 

È soprattutto d’estate che i bambini rischiano di disidratarsi e serve la massima attenzione.

È bene privilegiare l’acqua, evitando le bevande zuccherate, proponendola spesso durante la giornata, senza aspettare che il bambino chieda di bere.

Il bambino ha bisogno di più acqua rispetto all’adulto in relazione al peso corporeo: ha un rischio più elevato di disidratazione perché il suo organismo ha una maggiore percentuale di acqua ed un ricambio più accelerato.

È condiviso dalle società scientifiche che garantire un adeguato apporto di liquidi è fondamentale per mantenere uno stato ottimale di salute.

La revisione del 2012 dei LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia) sottolinea l’importanza di assumere liquidi:per i lattanti di età inferiore ad 1 anno l’apporto idrico giornaliero consigliato è 900 ml, con l’aumentare dell’età la quantità cresce progressivamente fino ai 2.5 litri per gli adolescenti maschi e gli uomini e ai 2 litri per le adolescenti e le donne adulte.

Come si presenta

I più comuni sintomi di disidratazione sono:

  • spossatezza dovuta a perdita eccessiva di acqua e di sali (elettroliti) contenuti nel sudore
  • crampi, ulteriore conseguenza della perdita di liquidi e di elettroliti che non sono stati opportunamente reintegrati con l’alimentazione
  • aumento della frequenza cardiaca
  • aumento della temperatura corporea
  • mal di testa
  • nausea
  • confusione
  • irritabilità
  • perdita temporanea e improvvisa di coscienza (lipotimia).

Le ondate di calore

Le ondate di calore rappresentano una condizione climatica che espone a rischi l’intera popolazione. Alcune fasce, per le loro caratteristiche, sono particolarmente suscettibili alle conseguenze del caldo e dell’umidità estrema.

In particolare sono a maggior rischio i neonati e i bambini piccoli che hanno maggiori difficoltà a espellere il calore in eccesso e non sono autosufficienti (o non lo sono completamente).

spiaggiaLe alte temperature, in sé, non sono un problema per l’organismo.Il corpo infatti regola la propria temperatura impiegando sofisticati meccanismi che sono il frutto di millenni di evoluzione. Nel caso di un ambiente troppo caldo il nostro corpo si raffredda impiegando il sudore che, depositandosi sulla pelle ed evaporando, è in grado di disperdere il calore. Tuttavia, nei casi in cui la temperatura dell’ambiente è troppo alta ed è accompagnata da elevati tassi di umidità, questimeccanismi non sono sufficienti a contrastare lo stress che viene dall’ambiente.

In questi casi il sudore non evapora con sufficiente velocità e il corpo non si raffredda in maniera efficiente. La temperatura corporea può dunque aumentare mettendo a rischio il funzionamento di molti organi. A volte, invece, è l’organismo a non essere sufficientemente capace di gestire lo stress ambientale: è il caso dei bambini molto piccoli, degli anziani, delle persone malate o che assumono alcuni farmaci, di quanti hanno consumato droghe e alcol. La gravità dei disturbi che sono conseguenza del caldo varia sulla base delle condizioni ambientali, delle caratteristiche individuali, della durata dell’esposizione.

Cosa Fare

Consigli per lattanti e bambini piccoli

I lattanti e i bambini piccoli si adattano meno facilmente dell’adulto alle temperature elevate, per questo, quando fa molto caldo, bisogna evitare di portarli in locali chiusi surriscaldati e scarsamente ventilati o, peggio ancora, lasciarli incustoditi nell’automobile parcheggiata al sole: la temperatura all’interno di un’automobile può salire rapidamente e l’ipertermia nel bambino può verificarsi in soli 20 minuti.

La maggior parte delle vittime di ipertermia ha un’età compresa tra 0 e 4 anni. Se si portano i bambini all’aperto bisogna pensare a proteggerli dal caldo e dalle esposizioni dirette alle radiazioni ultraviolette (UV) del sole (che possono danneggiare la loro pelle molto delicata), utilizzando vestitini leggeri, in fibra naturale, copricapi e crema solare.

Una protezione ancora più efficace si ottiene lasciando i bambini all’ombra, soprattutto fra le ore 11.00 e le ore 18.00. I danni causati dai raggi solari sono particolarmente pericolosi per i lattanti e i bambini piccoli.

Durante le ondate di caldo, inoltre, occorre dedicare particolare attenzione ai bambini che hanno già qualche problema di salute (malattie cardiache, circolatorie, respiratorie e asma) perché sono particolarmente sensibili alle ondate di caldo e ai valori elevati di ozono.

Ricordarsi infine che diarrea e patologie del sistema nervoso aumentano il pericolo di ipertermia e di disidratazione.

Consigli generali per l’estate

  • Mantenere freschi i locali dove soggiorna il bambino, aerare soltanto al mattino presto e di notte; durante il giorno oscurare le finestre esposte al sole.
  • Vestire i bambini in modo molto leggero, lasciando ampie superfici cutanee scoperte.
  • Controllare regolarmente la temperatura corporea di lattanti e bambini piccoli; se necessario rinfrescare delicatamente il loro corpo con una doccia tiepida o panni umidi.
  • Fare bere acqua, non fredda, in piccole quantità, lentamente e molte volte al giorno.
  • Preferire l’acqua ad altre bevande, specialmente se gassate.
  • Evitare di fare uscire i bambini all’aperto nelle ore più calde della giornata, ossia dalle 11.00 alle 18.00; applicare sempre prodotti solari ad alta protezione sulle parti scoperte del corpo e proteggere il capo con un cappellino.
  • Nelle piscine all’aperto o in spiaggia proteggere i bambini dal calore e dalle radiazioni solari con vestiti, copricapo, crema solare; evitare l’esposizione diretta dei bambini al sole dalle ore 9.00 alle 18.00. I bambini sotto i sei mesi di vita non devono essere mai esposti al sole diretto. È bene sapere che, anche sotto l’ombrellone, non si è protetti dal caldo, né dai raggi solari.
  • Evitare che i bambini più grandi svolgano attività fisica all’aperto durante le ore più calde.
  • Fare bere il bambino prima e durante l’attività fisica, anche quando gioca, per compensare le perdite di liquidi dovute alla sudorazione.
  • Evitare di lasciare bambini incustoditi in luoghi chiusi poco protetti dal caldo e dall’esposizione ai raggi solari, es. in tende da campeggio o in macchina, specialmente durante le ore calde della giornata.

Attenzione: l’ipertermia, in un bambino lasciato in macchina, può verificarsi anche nelle giornate fresche, con temperature intorno ai 22°C. Questo perché l’abitacolo della macchina può surriscaldarsi fino a superare i 40°C, anche se i valori di temperatura esterna non risultano elevati.

IL DECALOGO DI CONSIGLI (per tutti) DEL MINISTERO DELLA SALUTE

  1. Come difendersi dal caldoNon uscire nelle ore più calde: durante le giornate in cui viene previsto un rischioelevato, deve essere ridotta l’esposizione all’aria aperta nella fascia oraria compresatra le 12 e le 18.
  2. Migliorare l’ambiente domestico e di lavoro: la misura più semplice è la schermatura delle finestre esposte a sud e a sud-ovest con tende e oscuranti regolabili (persiane, veneziane) che blocchino il passaggio della luce, ma non quello dell’aria. Efficace è naturalmente l’impiego dell’aria condizionata che tuttavia va impiegata con attenzione, evitando di regolare la temperatura a livelli troppo bassi rispetto alla temperatura esterna.Una temperatura tra 25-27°C con un basso tasso di umidità è sufficiente a garantire il benessere e non espone a bruschi sbalzi termici rispetto all’esterno. Sono da impiegare con cautela anche i ventilatori meccanici. Accelerano il movimento dell’aria, ma non abbassano la temperatura ambientale. Per questo il corpo continua a sudare: è perciò importante continuare ad assumere grandi quantità di liquidi. Quando la temperatura interna supera i 32°C, l’uso del ventilatore è sconsigliato perché non è efficace per combattere gli effetti del caldo.
  3. Bere molti liquidi: Bere molta acqua e mangiare frutta fresca è una misura essenziale per contrastare gli effetti del caldo.Soprattutto per gli anziani è necessario bere anche se non si sente lo stimolo della sete. Esistono tuttavia particolari condizioni di salute (come l’epilessia, le malattie del cuore, del rene o del fegato) per le quali l’assunzione eccessiva di liquidi è controindicata. Se si è affetti da qualche malattia è necessario consultare il medico prima di aumentare l’ingestione di liquidi. È necessario consultare il medico anche se si sta seguendo una cura che limita l’assunzione di liquidi o ne favorisce l’espulsione.
  4. Non bere bevande alcoliche o bevande contenenti caffeina.
  5. Fare pasti leggeri: la digestione è per il nostro organismo un vero e proprio lavoro che aumenta la produzione di calore nel corpo.
  6. Vestire comodi e leggeri, con indumenti di cotone, lino o fibre naturali (evitare le fibre sintetiche). All’aperto è utile indossare cappelli leggeri e di colore chiaro per proteggere la testa dal sole diretto.
  7. In auto, ricordarsi di ventilare l’abitacolo prima di iniziare un viaggio, anche se la vettura è dotata di un impianto di ventilazione. In questo caso, regolare la temperatura su valori di circa 5 gradi inferiori alla temperatura esterna evitando di orientare le bocchette della climatizzazione direttamente sui passeggeri. Se ci si deve mettere in viaggio, evitare le ore più calde della giornata (specie se l’auto nonè climatizzata) e tenere sempre in macchia una scorta d’acqua. Non lasciare mai neonati, bambini o animali in macchina, neanche per brevi periodi.
  8. Evitare l’esercizio fisico nelle ore più calde della giornata. In ogni caso, se si fa attività fisica, bisogna bere molti liquidi.Per gli sportivi può essere necessario compensare la perdita di elettroliti con gli integratori.
  9. Occuparsi delle persone a rischio, facendo visita almeno due volte al giorno e controllando che non mostrino sintomi dovuti al caldo. Controllare neonati e bambini piccoli più spesso.
  10. Dare molta acqua fresca agli animali domestici e lasciarla in una zona ombreggiata.

Per maggiori informazioni, il Ministero della Salute attiva ogni estate un servizio di informazione telefonica ai cittadini sulle ondate di calore. Il numero a cui rivolgersi è 1500.

Quando Chiamare i Soccorsi

Chiamare immediatamente il soccorso medico se il bambino manifesta uno o più dei seguenti sintomi:

  • nausea,
  • vomito,
  • debolezza muscolare,
  • affaticamento,
  • mal di testa,
  • stato confusionale,
  • febbre.

Potrebbe trattarsi di un colpo di calore. Il rischio è alto se il bambino, poco prima, è stato esposto al sole o ha soggiornato in un locale chiuso surriscaldato e poco ventilato.

Quando Rivolgersi al Pediatra di Famiglia o alla Guardia Medica

Se nel bambino piccolo compaiono sintomi quali spossatezza, stanchezza, pelle e labbra secche e/o febbre, è meglio consultare il medico curante.

Nel caso di bambini sofferenti di asma o altre malattie respiratorie croniche, occorre fare attenzione se compaiono difficoltà respiratoria o tosse frequente; in questi casi va consultato il medico curante.

Note

L’ASL di Brescia ogni anno predispone il Piano degli interventi per la gestione di eventuali emergenze conseguenti ad ondate di calore.

Inoltre, al fine di rispondere ad ogni chiarimento da parte dei cittadini, attiva un numero verde gratuito che è possibile chiamare durante tutto l’arco della giornata, raggiungibile da telefoni fissi e da cellulari.

Bibliografia/Sitografia

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